FICHTE E L’ESAME DELLE OPINIONI DI ROUSSEAU: LA DIREZIONE DEL PROGRESSO

La lettura del saggio filosofico “La missione del dotto” di Johann Gottlieb Fichte (1762-1814), mi ha colpito enormemente per quanto riguarda la critica che il filosofo tedesco muove verso il pensiero di Rousseau. Nonostante sia fortemente riduttivo mettere da parte le prime quattro lezioni che Fichte tenne riguardo la missione del dotto (La missione dell’uomo in sé; La missione dell’uomo nella società; La differenza delle classi nella società; La missione del dotto), che vi invito comunque a recuperare in quanto illuminanti, oggi vorrei concentrarmi sulla sua ultima lezione che ha come titolo “Esame delle opinioni di Rousseau intorno all’influsso delle arti e delle scienze sul benessere dell’umanità”. Mi rendo conto che estrapolare dal proprio contesto un pensiero filosofico, possa portare a fraintendimenti e travisamenti e tuttavia utilizzerò il pensiero di Fichte come mero gancio per esprimere il mio.

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IL CORVO di JAMES O’BARR

Oggi parlo di un classico del fumetto: “Il Corvo” di James O’Barr. Questo fumetto è stato reso celebre, oltre che dalla sua bellezza, soprattutto per il film ad esso ispirato, divenuto tristemente famoso per la morte sul set cinematografico dell’attore che interpretava proprio il protagonista Eric Draven. Brandon Lee, così si chiamava l’attore, figlio di Bruce Lee, venne infatti ucciso da un colpo di pistola che doveva essere caricata a salve e invece non lo era. Io personalmente non ho visto il film, ma ho letto solo l’opera originale e quindi solo di questa posso parlarvi, dovendo omettere parallelismi o confronti tra le due versioni.

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I MIGLIORI RACCONTI DI HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT secondo me

Oggi riparliamo di un autore a me estremamente caro: Howard Phillips Lovecraft. Qualche anno fa mi sono per caso imbattuto nella figura del dio Cthulhu e, nonostante non sia un amante del genere, la figura così intrigante di questo mostro mi ha suscitato estrema curiosità nei confronti del suo creatore. Con mia somma gioia ho poi scoperto che Lovecraft non era affatto uno scrittore horror classico e l’incontro con la sua narrativa mi ha fatto innamorare follemente di lui. Non ho esitato, dunque, a comprare l’intera raccolta dei suoi racconti e a divorarla pagina dopo pagina (nonostante la terribile immagine di copertina della mia edizione).

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DAGON di HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT

Dagon”, il racconto di cui parlo oggi, scritto nel luglio del 1917 da Howard Phillips Lovecraft è una provocazione. Dico questo perché è un racconto di pochissime pagine (nell’edizione in mio possesso ne conta appena cinque), e dedicargli un intero articolo sembrerebbe esagerato. Ma provvedo subito a spiegarmi. “Dagon” è il primo afflato dell’orribile e folle mondo di Lovecraft. In questo breve racconto e in poche e semplici righe, egli descrive l’incontro col terribile dio-pesce Dagon.

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LE FARFALLE: EPISTOLE ENTOMOLOGICHE di GUIDO GOZZANO

L’articolo di oggi rappresenta per me una sorta di missione evangelica: quella di non far morire la poesia. E soprattutto la poesia italiana. Parafrasando il poeta Valerio Magrelli, la poesia è una minoranza rispetto alla musica, al pari degli indiani Cherokee nelle riserve, e allo stesso tempo viene sempre più estromessa dagli scaffali delle librerie di tutta Italia a discapito della narrativa o della saggistica. I recinti in cui è rinchiusa, invece di proteggerla e preservala, stanno facendo sì che ci si dimentichi di cosa sia il verso. Seppur il movimento poetico non sia morto, non gode oggi di troppa visibilità. Per questo motivo oggi mi occuperò di un’opera poetica di uno dei poeti italiani più scostanti, Guido Gozzano.

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RANOCCHIO SALVA TOKYO di HARUKI MURAKAMI

Oggi parlo di un racconto tratto da una raccolta, intitolata “Tutti i figli di Dio danzano”, del celeberrimo scrittore giapponese Haruki Murakami. Una doverosa premessa: la scelta di scrivere del solo racconto in questione, “Ranocchio salva Tokyo”, e non dell’intera serie di racconti, è dettata da una precisa scelta: mi sono imbattuto prima nel racconto del Ranocchio e solo successivamente nella raccolta di cui fa parte.

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L’ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE di FREDRIK SJÖBERG

Ascrivere il libro “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg ad un genere letterario ben preciso sarebbe del tutto riduttivo nonché inutile. L’autore, va detto, si trova all’interno di quella vetrina poco illuminata di autori scandinavi capaci di esercitare su di me un’attrattiva irresistibile, forti del fascino esotico dei loro nomi vichinghi e del mistero di personalità poco note al pubblico italiano.

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