TRAC TRAC PUF per parlare di PROPP

“Trac Trac Puf” è il curioso titolo del libro oggetto dell’analisi di oggi. È stato scritto da Achille Campanile, uno dei più importanti umoristi italiani del Novecento. L’opera, che può ascriversi al genere della fiaba, ricalca quasi del tutto gli stilemi classici di questo genere letterario e proprio questa sua caratteristica mi ha fatto venire in mente un esperimento che vorrei proporvi. Devo precisare, prima di iniziare, che l’articolo rivelerà sicuramente dettagli importanti della storia e, pertanto, se qualcuno di voi lettori volesse proseguire con la lettura di questo articolo, tenga conto che potrebbe incappare in degli spoiler. Detto questo, l’esperimento mira a ricercare, senza pretese di riuscirci del tutto, lo schema di Propp della fiaba all’interno dell’opera.

Per quanti di voi che non sapessero chi sia Propp e in cosa consista il suo schema, brevemente diremo che Vladimir Jakovlevic Propp è stato un linguista e antropologo russo noto per i suoi studi sullo schema della fiaba.  La sua opera più famosa è “Morfologia della fiaba”, nella quale, parafrasando da una sua prefazione a un’edizione del 1927, afferma che è possibile esaminare le forme della fiaba con la stessa precisione con cui si studia la morfologia nelle scienze naturali. Aggiunge, inoltre, che questa regola vale in generale per tutte le fiabe, ma è molto più confacente per le cosiddette “favole di magia” (proprio come la nostra Trac Trac Puf). Propp intende la morfologia della favola (nel suo trattato, l’autore russo usa indistintamente i termini favola e fiaba), come la descrizione secondo le parti componenti e le loro relazioni reciproche e col tutto. Inoltre, e qui risiede la sua originalità, non basa la sua morfologia sui personaggi, bensì sulle loro azioni e quindi funzioni, intese come “l’operato del tale personaggio determinato dal punto di vista del suo significato per lo svolgimento della vicenda”, indipendentemente dall’identità dell’esecutore e dal modo di esecuzione.

Pertanto, edotti sullo schema di Propp, proviamo a tracciarlo sulla storia di “Trac Trac Puf”. La fiaba narra le vicende del principe Tano alla ricerca della Bell’Unica Fuor del Mondo, affrontando varie peripezie, scortato dai suoi fidati Parpaglione e Tremarella. Questo è grosso modo la trama, ma andiamo nel dettaglio dello schema.

Propp distingue ben trentuno funzioni che si susseguono lungo la fiaba in un ordine ben stabilito. Si noti che non tutte le funzioni compaiono in tutte le favole. Ora ne farò un elenco secondo la successione di Propp e proverò ad individuarle all’interno della nostra storia.

  1. Allontanamento (Uno dei membri della famiglia si allontana da casa). I genitori di Tano stavano facendo un giro fino ai lontani confini del reame.
  2. Divieto (All’eroe è imposto un divieto). In questo caso è il principe Tano stesso ad imporsi un divieto, rappresentato dai tre anni di lutto di tutto il reame e l’assoluto divieto di ridere.
  3. Infrazione (Il divieto è infranto). Il principe Tano scoppia in una fragorosa risata alla vista della vecchina e del suo singolare aspetto.
  4. Investigazione (L’antagonista tenta una ricognizione). In questo caso si tratta di una variante dell’investigazione, che Propp sintetizza come “v2” all’interno del suo schema, ovvero è l’eroe a iniziare l’investigazione e non l’antagonista. Quindi il principe Tano sguinzaglia i suoi informatori per sapere dove si trova la Bell’Unica Fuor del Mondo.
  5. Delazione (L’antagonista riceve informazioni sulla sua vittima). Il principe Tano scopre la storia del rapimento della Bell’Unica fuor del Mondo da parte del mago Ignazio il Cattivo.
  6. Tranello (L’antagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi dei lei o dei suoi averi).Ignazio il Cattivo prova a chiedere la mano di Pinuccia (la Bella della storia), ma la madre rifiuta. Pertanto, la madre manda la figlia in un collegio di orfanelle. Ignazio, per tutta risposta, pianta un’anguria in un vaso di fiori della madre di Pinuccia, che crescerà fino a far esplodere il vaso.
  7. Connivenza (La vittima cade nell’inganno e con ciò favorisce involontariamente il nemico).Il vaso esploso uccide la madre di Pinuccia.
  8. Danneggiamento (L’antagonista arreca danno o menomazione a uno dei membri della famiglia). Ignazio il Cattivo rapisce Pinuccia dal collegio e la consegna a sua sorella, una strega che abita in una villa fuori del mondo.
  9. Mediazione, momento di connessione (La sciagura o mancanza è resa nota; ci si rivolge all’eroe con una preghiera o un ordine, lo si manda o lo si lascia andare). Il principe Tano vede in sogno la Bell’Unica Fuor del Mondo che lo prega di andare a salvarla.
  10. Inizio della reazione (Il cercatore acconsente o si decide a reagire). Il principe Tano manda il suo scudiero Tremarella a chiamare il professor Parpaglione per formare la compagnia pronta a partire.
  11. Partenza (L’eroe abbandona la casa). Il principe Tano, radunato il suo equipaggio sotto il castello, dichiara di partire alla ricerca della Bell’Unica Fuor del Mondo.
  12. Prima funzione del donatore (L’eroe è messo alla prova, interrogato, aggredito, ecc., come preparazione al conseguimento di un mezzo o aiutante magico). Una ragazza nel bosco, assalita da un gruppo di cinghiali, chiede aiuto a principe per essere salvata.
  13. Reazione dell’eroe (L’eroe reagisce all’operato del futuro donatore). Il principe Tano riesce a sconfiggere i cinghiali.
  14. Fornitura, conseguimento del mezzo magico (Il mezzo magico perviene in possesso dell’eroe). Il re dei maiali dona al principe Tano le setole magiche come ringraziamento per aver salvato sua figlia.
    • A questo punto, una breve interruzione per spiegare che nella nostra storia l’oggetto magico non è unico. Il principe Tano, infatti, otterrà diversi oggetti magici da diversi personaggi, ma per non dilungarmi ulteriormente eviterò di inserirli in questa disamina, lasciando a voi il piacere della scoperta.
  15. Trasferimento nello spazio tra due reami, indicazione del cammino (L’eroe si trasferisce, è portato o condotto sul luogo in cui si trova l’oggetto delle sue ricerche). Il Mattino accompagna il principe Tano, con Tremarella e Parpaglione, all’ingresso della fine del mondo, dove potranno accedere grazie ai passaporti forniti loro dal Tempo.
  16. Lotta (L’eroe e l’antagonista ingaggiano direttamente la lotta). La vecchina propone al principe Tano una sfida in tre prove mortali per ottenere di incontrare la Bell’Unica Fuor del Mondo.
  17. Marchiatura (All’eroe è impresso un marchio). Sul davanzale della finestra, il principe trova un biglietto scritto dalla Bell’Unica Fuor del Mondo. Questo tipo di marchiatura rientra nella categoria della variante M2 della marchiatura, come indicato da Propp.
  18. Vittoria (L’antagonista è vinto). I tre superano tutte le prove proposte dalla vecchina.
  19. Rimozione della sciagura o della mancanza (É rimossa la sciagura o la mancanza iniziale). La Bell’Unica Fuor del Mondo, tramutata nella vecchina della storia dal mago e dalla strega, torna nella sua forma originaria.
    • Seconda interruzione. In “Trac Trac Puf” mancano alcune funzioni che Propp identifica nella sua metodologia. Per completezza le elencherò comunque, trovandole estremamente interessanti. 
  20. Ritorno (L’eroe ritorna).
  21. Persecuzione, inseguimento (L’eroe è sottoposto a persecuzione).
  22. Salvataggio (L’eroe si salva dalla persecuzione).
  23. Arrivo in incognito (L’eroe arriva in incognito a casa o in un altro paese).
  24. Pretese infondate (Il falso eroe avanza pretese infondate).
  25. Compito difficile (All’eroe è proposto un compito difficile).
  26. Adempimento (Il compito è eseguito).
  27. Identificazione (L’eroe è riconosciuto).
  28. Smascheramento (Il falso eroe o l’antagonista è smascherato).
  29. Trasfigurazione (L’eroe assume nuove sembianze).
    • Da qui riprendiamo le funzioni presenti nella nostra storia.
  30. Punizione (L’antagonista è punito). Il mago e la strega fuggono non appena il principe riesce a superare l’ultima prova.
  31. Nozze (L’eroe si sposa e sale al trono). Senza perder tempo, il principe Tano si dirige, con la Bell’Unica Fuor del Mondo, in una chiesetta lì vicino per celebrare le nozze.

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