FURBO, IL SIGNOR VOLPE di ROALD DAHL

Chi conosce Wes Anderson? E chi conosce quello che, a mio avviso, è il suo film più bello, “Fantastic Mr. Fox”? Per chi non lo conoscesse (e suggerisco di andare a recuperarlo), questo film è la trasposizione in stop-motion del racconto di Roald Dahl dal titolo “Furbo, il Signor Volpe”, nonché l’oggetto del nostro articolo di oggi.

Il racconto narra le disavventure di una volpe e della sua famiglia che, cibandosi delle leccornie dei tre perfidi fattori Olio, Lupino e Pertica, si ritroveranno messi alle strette dagli stessi, fino a essere ridotti alla fame. È anche la storia di un bosco devastato dalle ruspe degli uomini che vogliono assolutamente stanare gli animali presenti; è anche una storia che ci mette nelle condizioni di pensare che la Natura non fa sconti a nessuno, neanche a delle tenere volpi (magistralmente disegnate dal disegnatore Quentin Blake).

Proprio su quest’ultimo punto vorrei focalizzare l’attenzione. A differenza del film, il libro non presenta l’atto di rubare, seppur a persone cattive, come sbagliato. La compagna di Mr. Fox nel film biasima il marito perché non riesce a smettere di rubare e ritiene che il suo “lavoro” sia sbagliato. Inoltre, lo spinge a cambiar vita, a lavorare per il giornale del bosco. Nel racconto di Dahl, invece, la moglie esulta per i successi del marito nel campo del furto e anzi, lo stesso Signor Volpe, porta con sé i quattro piccoli figli come complici.

Dunque, cosa vuole insegnare Dahl ai bambini? Che sia giusto rubare? Certamente no. La Natura però è quella che è; sia la Natura intesa come il nostro mondo, dove vige il monito mors tua vita mea; sia la natura propria di ognuno; se sei una volpe rubi. Se avete visto il film, potreste pensare allora che Wes Anderson abbia stravolto completamente il significato iniziale del racconto. Devo dissentire. Anderson ha affrontato la questione, a mio parere, con un tocco più morbido e poetico, con la scena dell’incontro di Mr. Fox col lupo. Il lupo rappresenta la Natura selvaggia, il lato istintivo che l’elegante Mr. Fox ha tentato da sempre di mettere a tacere. Il saluto al lupo, quindi, è il riappacificarsi con quel lato, accettandolo e accettandosi per come la Natura ha predisposto che fosse. Il Signor Volpe di Dahl, invece, il suo lato istintivo non lo ha mai represso e lo possiede già in sé: non ha bisogno, quindi, di fare pace col suo lupo.

Concludendo, ritengo che Dahl abbia, come suo solito, voluto raccontare le cose come stanno davvero, senza indorare troppo la pillola ai bambini e agli adulti. Andare contro la propria natura è insensato per non morire di fame; combattere contro la Natura non ci porterà ad altro se non a rimanere con il fucile sulle ginocchia, aspettando sotto la pioggia.

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