IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI di JULES VERNE

Il libro oggetto delle mie riflessioni di oggi è “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Jules Verne. Il romanzo è oramai un classico e il suo autore anche. D’altronde chi non ha mai sentito parlare di Jules Verne? La storia di per sé è molto semplice, nonché molto originale per l’epoca in cui è stato scritto il romanzo (1872-1873). Parla, infatti, di tale Mr Fogg che decide, per scommessa, di compiere il giro del mondo in ottanta giorni con la compagnia del suo fedele servitore Passepartout.

Il protagonista assoluto della storia è proprio Mr Fogg, esponente tipico della borghesia ricca, ricchissima dell’Inghilterra vittoriana e imperialistica. Nonostante venga affiancato da un microcosmo di personaggi per lo più originali ed interessanti, Mr Fogg monopolizza la scena con la sua infallibilità e le sue doti uniche. A caratterizzarlo, infatti, ci sono puntualità, precisione, completa padronanza degli eventi e un incredibile sangue freddo nelle situazioni più difficili. A fare da contraltare al protagonista c’è, poi, Passepartout, malcapitato servitore che si vede catapultato, suo malgrado, nell’avventura. Egli risulta, a mio avviso, il personaggio che più si avvicina a un’idea di classico nel senso stretto del termine, ovvero di personaggio intramontabile e sempre attuale, anche se in un’accezione non proprio positiva. Infatti, i tratti peculiari di Passepartout non sono lusinghieri e la fedeltà incondizionata al padrone risulta un po’ anacronistica al giorno d’oggi.

Passiamo ora a parlare degli eventi. La storia è plausibile? Certo che no, o meglio, è molto difficile che possa definirsi verosimile, se pensiamo che l’intento di Verne sembra quasi quello di esaltare una sorta di positivismo. Tuttavia, conoscendo Verne, lo amiamo proprio per la sua componente fantascientifica di gusto steampunk, che meglio viene esaltata in romanzi come “Ventimila leghe sotto i mari”.

Non volendo raccontarvi cosa accade nel romanzo, che al di là del mio giudizio negativo, suggerisco di leggere perché molto godibile per la scrittura e per la bravura di Verne, mi sento in dovere morale di mettervi in guardia da quello che definirei l’inganno della mongolfiera. Non ho ben capito perché spesso il “Il giro del mondo in ottanta giorni” venga affiancato all’immagine di Mr Fogg e Passepartout che viaggiano a bordo di una mongolfiera, quando questa non compare mai nel corso della storia. Se qualcuno avesse notizie a tal proposito, vi pregherei di parlarmene.

Concludendo, il romanzo, secondo me, è invecchiato male. Mr Fogg non riesce con la sua personalità, non esente né da pregi né da difetti, a rimanere un personaggio immortale, in grado di lasciare un insegnamento positivo alle generazioni future. L’esaltazione dell’uomo, del self made man, dell’essere umano come padrone del mondo e degli eventi mi risulta lontana dal pensiero odierno. Sono fan anch’io dell’umanesimo e sono convinto che l’uomo abbia il potere di far ciò che vuole, ma non nelle modalità soverchianti dell’imperialismo vittoriano, che risultano stantie e non in armonia col mondo e con la natura.

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