UN AMICO PER DRAGONE di DAV PILKEY

Quello che oggi potrebbe essere definito un libro per bambini è, come tutti i libri per bambini ben scritti, fruibile ed educativo anche per gli adulti. Oggi parlo di “Un amico per Dragone” dello scrittore ed illustratore Dav Pilkey. Mi sono imbattuto in questo breve racconto durante la mia infanzia, quando i miei genitori solevano comprarmi i libri del Battello a Vapore per invogliarmi a leggere. Fu amore a prima vista: questo libro l’ho letto e riletto molte volte e solo dopo molti anni l’ho rincontrato per caso. Non ho potuto fare a meno di leggerlo nuovamente.

Il libro è, ovviamente, scritto in un linguaggio molto semplice e, forse proprio per questa sua caratteristica, anche molto diretto. È in grado, infatti, con frasi brevi e di facile comprensione, di essere incisivo riguardo ai sentimenti che vuole trasmettere. Non vengono risparmiate parole che ai bambini potrebbero evocare immagini poco felici; d’altronde rileggendolo con gli occhi di un adulto alcune parole saltano maggiormente all’occhio, soprattutto se accostate ai disegni infantili e cartooneschi di Pilkey.

Anche il tema dell’amicizia viene trattato da un punto di vista molto originale rispetto alle classiche rappresentazioni. L’amico che Dragone incontra, infatti, oltre a non poter comunicare con lui (si verrà a creare un tristissimo rapporto unilaterale tra i due) presto morrà, gettando nello sconforto il povero protagonista.

Il finale, poi, è un finale aperto e molto enigmatico, che lascia immaginare il futuro di Dragone con la sua nuova amica. Permane il dubbio su come andrà a finire la nuova amicizia, se e quanto durerà, se Dragone si renderà conto finalmente di aver bisogno di un vero amico. Lui ci crede davvero nell’amicizia, che verrà puntualmente delusa sia dalla cattiveria degli altri animali, che lo reputano così diverso da loro (non a caso è un drago, un essere mitologico e del tutto estraneo agli animali comuni); sia dagli oggetti inanimati sui quali lui riversa la necessità di esprimere quel sentimento.

Qual è, dunque, la morale di questa storia? Secondo me ha un epilogo molto triste e malinconico, ponendo il dubbio che la diversità possa essere d’ostacolo alle relazioni sociali. Tuttavia, voglio concludere con una nota positiva che ho estrapolato dal racconto e che, indipendentemente da che tipo di amico desideriamo, fornisce la formula magica per il successo delle relazioni, ovvero:

“- Sei una buona ascoltatrice – disse Dragone alla mela. – I veri amici sanno ascoltare.”

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