ÍVARR, DAREDEVIL E LA DIVERSITÀ COME FORZA

Leggendo il titolo di questo articolo, in molti potranno domandarsi cosa mai potrebbe accomunare un vichingo di una saga nordica e un supereroe dei fumetti. È presto detto.

Ívarr è un personaggio appartenente alla saga di Ragnarr, saga nordica medievale che ha come protagonista Ragnarr Loðbrók e i suoi figli alle prese con scorribande e conquiste per tutta l’Europa. Ívarr è appunto il primogenito di Ragnarr. La sua particolarità sta nel soprannome: viene infatti chiamato il “Senz’ossa”, ad indicare la sua impossibilità a camminare forse dovuta a una malformazione congenita. Dall’altra parte abbiamo, invece, Daredevil (alias Matthew Michael Murdock) avvocato cieco di New York, spuntato fuori dalla mente di Stan Lee e Bill Everett ed afferisce al macrocosmo dei supereroi Marvel.

Ma cos’hanno in comune i due personaggi? Sebbene il primo potrebbe avere una sua reale controparte storica, mentre il secondo è totalmente di fantasia, entrambi condividono una condizione comune: la disabilità. Quella di Ívarr è congenita; quella di Daredevil è acquisita. Tuttavia, entrambi fanno della loro diversità un punto di forza.

Come si può apprendere leggendo la “Saga di Ragnarr”, opera squisitamente moderna, nonostante la sua origine così antica, Ívarr Senz’ossa è un personaggio fuori dagli schemi nel panorama medievale e soprattutto delle saghe. Infatti siamo abituati a figurarci invincibili guerrieri dai fisici prestanti e dalla forza sovraumana mentre affrontano mostri mitologici ed interi eserciti. Ívarr, invece, viene presentato come un uomo incapace di camminare, privo di ossa nella parte inferiore del corpo e bisognoso dell’aiuto dei suoi sottoposti per spostarsi durante le sue scorribande. Nonostante questo svantaggio fisico, però, possiede un’ottima capacità nel tiro con l’arco, ma soprattutto è un abile stratega. Ívarr, nonostante le sue difficoltà, è riuscito a sfruttare positivamente la sua menomazione agli arti inferiori per sviluppare un’estrema forza in quelli superiori (è capace di utilizzare un arco dalle dimensioni enormi e di scagliare due frecce contemporaneamente) ed ha coltivato l’arte della strategia militare e della diplomazia per arrivare dove le sue gambe non sarebbero state in grado di condurlo. Sarà proprio Ívarr, infatti, a vendicare suo padre e ad elaborare il piano per la conquista dell’Inghilterra e per appagare la cieca sete di vendetta dei suoi fratelli.

L’altro personaggio che ho citato all’inizio di questo articolo è Daredevil. Non nascondo che sia il mio supereroe preferito e lo è per un buon motivo: ad oggi è l’unico supereroe che conosca che trae la sua forza e i suoi superpoteri da una “mancanza”. Matthew Murdock, infatti, perde la vista da bambino a causa di un incidente. Da qui, svilupperà tutti gli altri sensi per imparare a muoversi nei vicoli malfamati di Hell’s Kitchen e per combattere il crimine a suon di pugni, facendo a meno della vista. Inoltre, di giorno esercita anche la professione di avvocato a favore dei più deboli. Un vero supereroe!

Tirando le somme del confronto, risulta evidente, dunque, quanto la letteratura sin dall’antichità, seppur in esempi ridotti, abbia sempre veicolato messaggi positivi nei confronti delle diversità. Oggi questo tema è considerato molto delicato poiché racchiude in sé una miriade di categorizzazioni: diversità di ogni tipo da quelle di genere a quelle relative alla disabilità appunto. Oggi, accompagnati costantemente dallo spauracchio del politically correct, ci troviamo a parlare di questo tema con estrema difficoltà e in maniera forse un po’ superficiale. Se la brutale società vichinga del medioevo lo aveva capito, presentandoci un personaggio così “diverso” e vincente come Ívarr Senz’ossa, e se allo stesso modo lo aveva capito l’America degli anni ’60-’70, sguinzagliando lo scavezzacollo Daredevil per le vie di una corrottissima New York, perché mai il concetto di diversità dovrebbe essere così ostico per noi che ci predichiamo società moderna?

2 pensieri riguardo “ÍVARR, DAREDEVIL E LA DIVERSITÀ COME FORZA

  1. Ho letto la saga proprio poche settimane fa! Anch’io vorrei parlare di personaggi con disabilità, credo lo farò in occasione della loro giornata internazionale… e ovviamente metterò Ivarr nell’elenco!

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