LE CRONACHE DI NARNIA – IL PRINCIPE CASPIAN di C. S. LEWIS

Il quarto capitolo delle Cronache di Narnia ci riporta alla storia principale, ovvero nella Narnia propriamente detta, e ha come titolo “Il principe Caspian”. Premetto subito che secondo me questa è la storia più bella, ma rappresenta allo stesso tempo, lo scivolone più grossolano di Lewis. Dico questo perché la trama è avvincente, politica (per certi aspetti) e sicuramente più matura rispetto alle opere precedenti; tuttavia ha un grande difetto che è proprio il sedicente principe Caspian. Ma andiamo in ordine.

La trama, dicevo, mi è piaciuta molto. Ho trovato che Lewis qui volesse provare a coinvolgere lettori un po’ più grandi, inserendo aspetti tendenti al macabro come quando si prospettano rituali di magia nera; tradimenti di fazioni che si credevano amiche; personaggi inquietanti e non del tutto cristallini. Peculiare in tal senso è la figura del nano Nikabrik, controversa e coloratissima (è il personaggio che ho preferito). La storia sul finale poi, con la scontatissima entrata in scena del leone Aslan, assume tratti quasi mistici, come quando si viene a creare quel travolgente corteo divino e pacificatore (mi ha ricordato a tratti un baccanale e a tratti un benevolo hyakki yagyo, il corteo dei cento demoni giapponesi), dove Lewis non lesina riferimenti a parabole e narrazioni bibliche. Tutti questi aspetti concorrono, dunque, a creare un interessantissimo racconto per quanto riguardo lo svolgimento della trama.

Rispetto ai personaggi, molti di loro sono degni di nota e fortemente caratterizzati, a partire dal succitato nano per finire al tasso Tartufello; anche se sembra che l’autore abbia iniziato a prendere in antipatia la povera Susan. Nota importante è anche il riferimento che Lewis fa all’inevitabile crescita di Peter e Susan, che per questo motivo verranno poi estromessi da Narnia. Reputo questa trovata poco felice. E il principe Caspian? Appunto, il principe Caspian. Per quanto ne so potrebbe tranquillamente essere rimosso dal libro e questo non ne soffrirebbe la mancanza. Mi riferisco al grossolano scivolone dell’incipit con la decisione di intitolare il libro ad un personaggio così poco utile in un libro così bello. Di per sé il protagonista è anche una figura interessante per come viene proposta, solo che ai fini della storia ha pochissima rilevanza, se non nella parte iniziale e finale del racconto: un peccato davvero.

In conclusione, “Il principe Caspian” fa maturare Lewis e l’intero mondo di Narnia e si colloca perfettamente in linea con la progressione delle Cronache, le quali, dopo un discreto preambolo, una bellissima storia per ragazzi e una digressione interessante, ci consegnano un prosieguo maturo e ampiamente soddisfacente.

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