LE CRONACHE DI NARNIA – IL CAVALLO E IL RAGAZZO di C. S. LEWIS

Il terzo capitolo delle Cronache di Narnia ha come titolo “Il cavallo e il ragazzo”. Questa terza opera si discosta apparentemente dal mondo di Narnia strettamente inteso, in quanto non ci troviamo nei territori tipici di questo mondo, caratterizzato da boschi fitti, fiumi tumultuosi, montagne enormi e radure piene di animali parlanti, ma ci troviamo, piuttosto, in un ambientazione dalle caratteristiche quasi medio-orientali, che richiamano un po’ lo stereotipo del mondo arabo: deserto, tombe di antichi re, sovrani dispotici vagamente ispirati a sultani, catapecchie povere e maleodoranti, città enormi e sovraffollate. Questa è Calormen.

Il nostro protagonista Shasta, inoltre, nulla ha a che spartire con i quattro fratelli del capitolo precedente, essendo un ragazzo dall’estrazione sociale bassa e desideroso di riscatto. Il viaggio verso il Nord che deciderà di intraprendere, ci porterà in posti familiari, ma visti con occhi del tutto diversi e sarà motivo di crescita per il personaggio, che alla fine si ritroverà profondamente cambiato. Possiamo definirlo un classicone, nel senso che la trama afferisce a un filone ben consolidato da formule e strutture collaudate. Ciò che lo rende diverso dal solito sono, ancora una volta, i personaggi che popolano il mondo di Lewis (il cavallo Bri su tutti), suo vero punto forte. I personaggi di Lewis sono inaspettati (mai avrei pensato che un cavallo potesse reggere un intero romanzo) e ti portano a chiederti, in certe situazioni, se siano effettivamente adatti o meno a quel tipo di storia. Sta di fatto che alla fine la risposta è sempre affermativa. Lewis ha questa capacità: trasformare i personaggi banali in avvincenti e quelli meno attesi in indispensabili. Almeno questa è stata la mia impressione rispettivamente riguardo Shasta e Bri. Personaggio onnipresente è, poi, il leone Aslan che aleggia sul racconto fin dall’inizio. Poiché, a quanto pare, l’autore ha equiparato Aslan alla divinità, lo inserisce in ogni storia delle Cronache di Narnia. Mi dispiace, ma in questo caso avrei preferito lo omettesse perché, a mio avviso, banalizza il finale che poteva rendere “Il cavallo e il ragazzo” a tutti gli effetti una storia parallela e autoconclusiva, seppur ben incastonata nell’universo narniano.

La storia, di per sé, sembra quasi uno spin-off della serie centrale, piena comunque di riferimenti alla Narnia principale, ma con una visuale alternativa. Quest’opera, in definitiva, aggiunge qualcosa alle Cronache di Narnia? Sicuramente sì, anche se lo fa in maniera disordinata e discontinua, lasciando leggermente insoddisfatti quando si tratta di tirare le fila di una mitologia narniana tanto bella quanto casuale.

Per chi, come me, ha letto o sta leggendo l’intero ciclo delle Cronache di Narnia, potrà trovare questo romanzo un valido diversivo alla narrazione principale con la speranza di ritrovare, magari più in fondo, dei rifermenti che rendano giustizia a una storia meritevole di essere letta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: