LE CRONACHE DI NARNIA – IL LEONE, LA STREGA E L’ARMADIO di C. S. LEWIS

Dopo aver parlato del romanzo introduttivo del ciclo delle Cronache di Narnia, passiamo ora a parlare del secondo romanzo che è anche forse il più famoso, grazie alla trasposizione cinematografica. Stiamo parlando de “Il leone, la strega e l’armadio”. Saranno sicuramente state spese milioni di parole su quest’opera e non sarò di certo io ad aggiungere nulla di nuovo. Questo romanzo, che nell’ordine, cosiddetto canonico, compare al secondo posto, è in realtà quello scritto per primo, precisamente nel 1950.

È dunque l’opera maggiormente ispirata? Certamente sì. È qui che facciamo la conoscenza dei protagonisti più iconici, i fratelli Pevensie (Peter, Susan, Edmund e Lucy). Sono, infatti, loro a reggere l’intera trama e su di loro si basano le vicende, come accadrà anche per alcune delle opere successive. La storia si basa su un modus operandi ben consolidato da Lewis, ovvero parte dalla realtà del nostro mondo per poi catapultarci subitaneamente nello straordinario mondo di Narnia. La trama di per sé è ben scritta e vengono delineati dei personaggi molto caratteristici, tipici della poetica di Lewis, il quale sembra attingere dal mondo animale e dall’epica classica (si veda la figura del fauno), così come dal classico mondo fantasy di ispirazione più nord-europea (nani e affini). Inoltre, per chi non avesse già letto il libro o visto il film potrà sorprendere, senz’altro, la scelta di una figura “singolare”, quanto inaspettata, che farà la sua comparsa (rivestendo anche un ruolo fondamentale). È proprio questa commistione ben riuscita che rende, secondo me, il romanzo interessante. Saper mescolare con sapienza queste figure di derivazione così diversa, senza trovare escamotage artificiosi è stata sicuramente l’impresa principale dell’autore, che ne è stato in grado magistralmente. Viene così a delinearsi un mondo affollato e variopinto, capace di farci fantasticare e riportarci alla nostra condizione di giovani ragazzi appassionati di magia, indifferente ai gusti personali di ognuno. In altre parole: è difficile che “Il leone, la strega e l’armadio” annoi.

Per non parlare poi delle due figure antitetiche del leone Aslan e della strega, che ricalcano perfettamente la contrapposizione bene-male con quella sempre presente strizzatina d’occhio al mondo cristiano, individuabile principalmente in Aslan, che qui sembra incarnare in tutto e per tutto Gesù. È figlio di un imperatore d’Oltremare, giunto nella terra di Narnia per liberarla dal male; si sacrifica per salvare uno dei protagonisti, ma poi risorge. Al di là di questi aspetti, che possono piacere o meno a seconda dei gusti, il romanzo si caratterizza anche per un linguaggio semplice, accessibile a chiunque (soprattutto ai bambini).

Per concludere, suggerisco la lettura di questo romanzo, pietra miliare del fantasy anglosassone, che è in grado di rendere universale il tema della magia. Consiglio, inoltre, di non tralasciare di recuperare, se non lo avete letto, il primo romanzo delle Cronache di Narnia (Il nipote del mago) e di proseguire in questo percorso, poiché questo secondo romanzo rappresenta solo il punto di partenza per altre avventure nel mondo disordinato, ma bellissimo di Narnia.

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